Arrivederci, Barcellona

Come molti già sanno, vado a passeggiare alcuni mesi per il Sudamerica: il mio zaino ed io attraverseremo Panama, Colombia, Ecuador, Perú, Bolivia, Chile, Argentina, Uruguay e forse Paraguay. Abbraccerò di nuovo persone che ho conosciuto in questi mesi, conoscerò gente nuova e spero di tornare con molti ricordi nell’anima e moltissimi timbri sul passaporto.

Ciò significa che, dopo quasi 2 anni, sto per lasciare Barcellona. Come mi sento? Da Dio. Piena di speranze, dubbi, paure ed emozionata  come un bimbo con il suo nuovo smartphone (è finita l’epoca in cui le caramelle ci rendevano felici).

22 mesi fa questa città era, per me, totalmente sconosciuta; in questi mesi è diventata la mia casa, il posto dove tornare dopo un viaggio, prendere una birra con gli amici, lamentarmi delle cose negative e rallegrarmi di quelle positive. Se ciò successe, non fu solo merito di una stanza in un appartamento, ovviamente!

Voglio approfittare di questo spazio per ringraziare tutti i conoscenti che, in questo periodo, sono diventati miei amici. Il problema è che sono molti, quindi bisogna fare una lista della spesa inetrminabile… e Sì, siete autorizzati a cercare il vostro nome e saltare tutto il resto (li ho messi pure in ordine alfabetico, più facile di così).

Bene, iniziamo.

Ale(jandro): sei arrivato d apoco, quindi quasi non ci conosciamo, però grazie per tutti i tè (più o meno) mattutini ed il tuo atteggiamento positivo. Buona fortuna con i tuoi progetti!

Ale(ssandro): allenatore-coinquilino-amico. Grazieper avermi fatto giocare da libero (so che l’hai fatto perchè non c’era nessun altro, però fa niente), per lavare i piatti dopo tutte le cene, per accompagnarmi a casa dopo l’allenamento, per mettermi nel mezzo delle tue discussioni con Carlotta e per avermi chiesto mille volte di non andarmene, fino a pensare di farmi perdere l’aereo. Non ci provare nemmeno, che t’ammazzo.erte!

Bea: la prima italiana che ho consociuto. Sei un disastro, non si sa mai in che Stato o in che appartamento sei, nè in cosa diamine sei coinvolta. Senso dell’aorientamento inesistente, ci sono turisti che stanno girando da 6 mesi in metro solo perchè seguirono le tue indicazioni. Grazie per tutte le chiaccherate, quando siamo riuscite a vederci, è sempre stato un grande piacere. Buona fortuna!

CarlottE: assieme, perchè dovrei scrivere un post solamente per voi. Birre, patatas bravas, empanadas, fregni e Fregno, chiacchere, lamentele, allenamenti, partite, pre-partita, post-partita, pranzi, colazioni, cene, merende, caffè, tè, tisane, vino, condividere l’appartamento , la stanza e perfino il letto, falafel, kebab, viaggi, foto, problemi, risate, squadra, cinese, sushi, spiaggia, tornei, mojito, gin tonic, tacos, guacamole, master, film…e tanto altro. Ve vojo b(bb)ene, amichette.

Cristina: tu e la tua “energia di merda”. Sorrisi, lacrime cipollose, muffins, abbracci “tet-to-tet”, cibo felice. Distributrice d’amore e d’energia positiva. Spirito viaggiatore che, alla fine, decise di fare di Barcellona la sua casa. Grazie.

Giulia: sentirti trascinare i piedi al mattino mi faceva sentire nell’aria l’odore del caffè que stavi per preparare. È grazie a te che non sono morta di fame quest’estate, visto che ogni volta che sgraffignavi il frigorifero, pensavi a me e a tutto l’ostello. Nemmeno parliamo dei nostri momenti 100% asocialità. Grazie grazie grazie.

Gonzalo: il mio capo, che ho chiamato più volte che mia mamma. Grazie per avermi dato all’inizio un letto, poi un lavoro, ed in questo modo la possibilità di fermarmi in questa città; per fidarti di me, per farmi sentire parte di questa famiglia del 360 Arts&Culture, che ho visto crescere e migliorare giorno per giorno.

Guillaume: sì, pure tu, “puto de la comida”. Un altro che se n’era andato, e ha deciso di tornare. Quanto mi è costato conoscerti! Però grazie per raccontarmi le tue avventure, erano più interessanti di una telenovela.

Irene(lla): Amiiiica! Sembri una bomba pronta ad esplodere. Sei ancora viva nonostante ti abbia calpestato in tutte le partite. Sei forte, pazzia ed energia in formato mini.

Joel: ci siamo conosciuti, sei partito, sei tornato. Siamo diventati amici, sei andato in Norvegia e poi alle Canarie e sei tornato. Ora sono io quella che se ne va, e vado pure al tuo Paese, per scoprire se gli argentini sono bella gente come lo sei tu. E so che, indipendentemente da dove saremo, ci incontreremo altre mille volte.

Juampi: già ci siamo salutati una volta, ma ti è piaciuto talmente tanto che hai deciso di tornare, per salutarci di nuovo. Te l’ho già detto, grazie per i tuoi “cuartetos”, per ascoltare tutte le mie lamentele e, tra l’altro, darmi ragione. Sei un altro colpevole della mia curiosità verso il tuo Paese, e lo sai. Ovunque tu vada, porta la tua allegria ed il tuo baffo.

Laura: la tranquillità fatta persona, o almeno così sembra. Birre artigianali e karaoke, spiagge mattutine (sempre con l’ombrellone), cene gratis e sconti per tutto ciò che si può immaginare.

Lila: Liloca, la piccoletta del gruppo, Argentina, Brasile e Svezia in una persona (di svedese c’hai solo il cognome, che sia chiaro). Canzoni, foto, abbracci, insalate con frutta, paure, dubbi, pazzie, stupidaggini. Sei questo e molto di più. Obrigada.

Michele (e la Vilma): grande Mich! Penso che non ci siamo mai visti senza una birretta davanti, tranne il giorno del trasloco, forse. Sei stato una delle prime persone che ho conosciuto a Barcellona a ancora adesso, di tanto in tanto, ci becchiamo. Grazie.

Pablo: spirito hippie, viaggiatore, indeciso cronico e spaventato dai contratti. Grazie per tutti gli abbracci che mi davi al mattino, per i consigli sul Sudamerica e sulla vita. È stato breve, ma è stato un piacere.

Silvia: la mia capa, super lavoratrice instancabile. Grazie per i consigli, per il “Jelado” mangiato all’ostello, i cartello di benvenuto sul letto, e per passare di tanto in tanto a controllare il tutto.

Sami: mojito, cambio di turni, riso, insalate, avocados e petto di tacchino. Contare i giorni che ci separavano dall’apertura del Mercadona. Lamentarsi del mondo. Lamentarsi degli ospiti. Discorsi incredibili con la sbronza in corpo. Cambi di taglio di capelli. Questo schifo di vodka blu che bevi con il succo d’ananas. Le birre da litro durante i tuoi turni pomeridiani. Dirti mille volte che non puoi avere solo 20 anni. Aiutarti con l’ortografia. Gli abbracci, i tuoi balli e le nostre confessioni, d’amore e non. Per tutto ciò che mi hai dato, e molto di più, grazie.

Susana: prima di tutto, grazie per tutte le volte che sei stata la mia taxista, senza di te sarebbe stato molto difficile andare ad allenamento. E grazie per i pre ed i post allenamento, per il letto quando ero una profuga senza casa, per il tuo humor, per la tua musica e i tuoi consigli.

Tiago: “Mi fermo a Barcellona un mese e poi continuo a viaggiare”; “Non voglio nulla di serio con nessuna ragazza”. 11 mesi più tardi, te ne sei andato in Svezia con la tua ragazza. Grazie per tutte le birre (quelle buone e quelle molto cattive), tutto il latte che ti ho rubato, le insalate vegetariane con bacon, le tortillas alle 8 del mattino, le caipirinhas, le chiaccherate e tutto il resto che al momento non mi viene in mente.

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