Rapido resoconto peruviano

Siccome sono indietrissimo con il racconto del viaggio (calcolate che ho attraversato tutta Bolivia e sono entrata in Cile), vi faccio un rapido resoconto dei miei 24 giorni in Perù, e più avanti farò alcuni approfondimenti.

Per il momento, vi lascio alcune foto e qualche parola descrittiva. Iniziamo!

MÁNCORA

Raggiungo questa località balneare il mattino del 18 gennaio, dopo un viaggio di 7 ore da Cuenca (Ecuador), durante il quale sono passata per l’immigrazione ecuadoriana e peruviana (ben organizzata, poiché si trovano nello stesso edificio, e l’unica cosa da fare è seguire la fila di gente che fa la coda prima in una postazione, poi nell’altra).
L’orario di arrivo previsto è alle 6 del mattino, ma il poco traffico e la guida spericolata degli autisti latini mi permettono di arrivare in anticipo di una ora, e ciò ha significato essere abbandonata sulla panamericana alle 5 del mattino, quando il sole non è ancora sorto, senza un posto dove andare.
Salto su un mototaxi (a sentire le parole mototaxi e oscurità assieme nella stessa frase, i miei amici peruviani sentirebbero un brivido d’orrore lungo la schiena), e mi faccio accompagnare all’ostello PK’S, che più che trovarsi sulla spiaggia, si trova nell’oceano. 7€ a notte, ma avrebbe bisogno di un po’ di manutenzione e pulizia in più. La cosa migliore di Máncora è stata la Ceviche mista che mi son pappata, perché per il resto si tratta di una località super turistica e con il mare non troppo pulito.

IMG_0940


Spiaggia di Máncora

Da Máncora vado direttamente a Lima, con un viaggio di 19ore in cui mi sono vista 5 film e mi hanno servito cena e colazione a bordo, per un costo di circa 40€.

LIMA

Arrivo alla capitale peruviana, dove mi ricongiungo con Carlotta, che purtroppo non è nella migliore delle forme, quindi mi lascia ad una scoperta solitaria della città. Mi perdo un po’ per il centro, tra la piazza principale, la cattedrale e altre chiese, ma come tutte le città troppo grandi, nemmeno Lima riesce a conquistarmi.

IMG_0942

Una piazza di Lima

La seconda sera andiamo ad assistere allo spettacolo delle fontane, con musica, luci e suoni.

Il 23 gennaio ci dirigiamo a Paracas.

 

PARACAS

Altra località balneare e turistica, ma dopo 3 giorni a Lima vedere il mare è per me un toccasana. Sosta forzata per quattro giorni per piccoli inconvenienti di salute, ma riusciamo ugualmente a contrattare un tour per le isole Ballestas, dove abbiamo la possibilità di avvistare pinguini e leoni marini, e un altro per la riserva naturale di Paracas, dove sono presenti molte specie di volatili e spiagge con sabbia di differenti colori. Prezzo totale per i tour, entrata inclusa, circa 25€.

IMG_1004

Leone marino (Isole Ballestas)

IMG_1028

Pinguini (Isole Ballestas)

IMG_1051

Spiaggia nera (riserva naturale Paracas)

IMG_1063
Spiaggia rossa (riserva naturale Paracas)

Abbiamo alloggiato alla Paracas Backpackers House, stanza doppia a 50 Soles (circa 15 €).

ICA

Ad una ora a sud di Paracas, vi arriviamo con un bus in cui non c’era spazio per le mie gambe tra i sedili, e ho dovuto stenderle nel corridoio.
Città molto trafficata, con mototaxi che sfrecciano ovunque suonando il clacson a tutto spiano, senza un’apparente legge stradale, in un’anarchia in cui vince il più grande (che generalmente non è il pedone). Alloggiamo in un ostello vicino al terminal degli autobus, gestito da due giovani imprenditori: aperto recentemente, l’ Ica Wasi è sulla buona strada (25 soles, 7€, il letto in dormitorio), ma c’è ancora lavoro da fare.
Il centro di Ica non offre molto (taxi sfreccianti e innumerevoli occasioni per mettere a repentaglio la propria vita a parte), quindi ci affidiamo ad un tour organizzato per visitare rapidamente i dintorni:20€ per visitare un produttore di Pisco e per praticare sandboard all’oasis di Huacachina.

IMG_1080

Traffico di Ica

IMG_1093

Uva utilizzata per produrre il Pisco

IMG_1108

Deserto di Ica

Tornate dalle scivolate sulle dune, saliamo su un bus per un viaggio di 12 ore che ci porterà ad Arequipa.

AREQUIPA

Città decisamente più tranquilla di Ica, dove il clacson non la fa da padrone e il pedone ha qualche chance di sopravvivenza in più. Bello il centro, ordinato e pulito, così come il convento di Santa Caterina. Un’attrazione importante di Arequipa, specialmente per gli amanti della montagna, è il canyon del Colca: possibile il tour di 1, 2 o 3 giorni. Io ho optato per quello da 3 giorni, che mi ha permesso di alloggiare in casa di famiglie locali che mettono a disposizione alcuni letti per i turisti, quindi alloggi basici e rurali, ma “reali”. Il tour, oltre a cibo, alloggio e bei paesaggi, includeva pure un’ascesa di 1000metri di dislivello, da cominciare alle 5 del mattino.

IMG_1149

Via di Arequipa

IMG_1163

Condor in volo nel canyon

IMG_1204

Alla base del canyon

Al ritorno ad Arequipa, non riuscivo a scendere i gradini dai crampi ai polpacci. Ahia.

CUSCO

Altro viaggio in notturna di una decina di ore, arrivo a Cusco alle 6 del mattino, e mi dirigo all’ostello Mamá Simona, non tra i più economici, ma assolutamente pulito e con colazione inclusa (28 Soles, 7.50€, letto in stanza condivisa). È da qui che si parte per raggiungere la mitica città di Machu Picchu, ed è questo il primo posto che mi accingo a visitare, che è pure l’ultima tappa del viaggio di Carlotta.
Machu Picchu è un luogo incredibile, anche se per raggiungerlo spendendo poco, c’è da faticare. In ogni caso, gli dedicherò un post più completo (prezzi, modalità per arrivarci), qui vi lascio solamente un paio di foto.

IMG_1266

La cittadella di Machu Picchu

IMG_1282

Vista dalla montagna Machu Picchu

Di ritorno da Machu Picchu, salutata Carlotta, decido di regalare un giorno di relax alle mie gambe stanche, e mi fermo tutta la domenica in ostello, spalmata sul divano a sorseggiare mate di Coca.
Il giorno successivo dedico la mattinata ad un tour cittadino, mentre il pomeriggio lo passo entrando di agenzia in agenzia, alla ricerca del tour più economico alla “Valle sacra”. Trovo l’agenzia vincitrice, e mi porto a casa due tour di 1 giorno ciascuno per 48 soles (circa 15€). Dedico quindi 2 giorni alle rovine Inca della Valle Sacra, visitando Pisaq, Ollantaytambo, Chinchero, Moray e le saline di Maras.

12743709_10208517582446589_837456758560598012_n

Moray, Valle sacra

Terminato il secondo tour, alle 22 di mercoledì 10 febbraio salgo su un bus che mi porterà a Copacabana, dall’altro lato del confine Boliviano.

Lascio, momentaneamente, il Perù, per continuare l’avventura in Bolivia.

Stay tuned!

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Luoghi, Perù, Trasporti. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...